Presentazione della Famiglia Francescana
Assisi 26.10.2000

Giacomo Bini OFM

1. Nessuno dubita dell’attualità e della capacità di attrazione del messaggio evangelico incarnato da san Francesco otto secoli fa.
La testimonianza del Poverello di Assisi valica i confini della sua epoca, della sua cultura; Si tratta di una esperienza spirituale particolare, con un fascino che non può essere circoscritto ad alcuna stagione o ad alcun gruppo. Proprio quando si tenta di rinchiudere il suo messaggio in definizioni, quando si pensa di averlo formulato e compreso una volta per tutte, la sua ricchezza esplode con contenuti sorprendentemente nuovi. Il susseguirsi, lungo i secoli, di numerose famiglie religiose e gruppi diversi che si rifanno a questo carisma sono un segno evidente di questa ricchezza e inquietudine....

2. La Famiglia francescana, fin dalle origini, nasce molteplice.
A fianco di Francesco con i suoi Frati, c’è Chiara con le Sorelle Povere; c’è un gruppo di laici, uomini e donne, dell’Ordine Francescano Secolare che fanno riferimento alla stessa spiritualità.

Nel corso dei secoli, i Frati diventano quattro Famiglie principali (altre ancora ne stanno nascendo...): tre del 1° Ordine (Minori, Conventuali e Cappuccini) e uno del Terz’Ordine Regolare: attualmente, circa 35.000; alle Clarisse (circa 900 Monasteri con circa 16.000 membri) si aggiungono altri sette gruppi di Francescane contemplative (alcune con Regole proprie ed altre con la Regola del Terz’Ordine Regolare); nasce e si sviluppa, poi, un altro importante gruppo di quasi 400 Istituti femminili di ispirazione francescana (Regola del Terz’Ordine). C’è da ricordare, inoltre, che il carisma francescano ha dato vita, un fatto più unico che raro, a Famiglie francescane in altre confessioni cristiane: francescani e clarisse anglicani, gruppi francescani indù, "amici" di san Francesco in ogni cultura e religione.

3. Da tempo è iniziato un processo di comunione e di collaborazione fra tutti i rami e componenti della grande Famiglia francescana, grazie anche al supporto di strutture specifiche:

    - Conferenza dei Ministri generali delle quattro Famiglie francescane: le tre del 1° Ordine e quella del TOR;
    - Conferenza della Famiglia francescana (CFF), che comprende i quattro Ministri generali, la Ministra (o il Ministro) generale dell’OFS e la Presidente della Conferenza Francescana Internazionale del TOR;
    - Conferenza Francescana Internazionale delle Sorelle e dei Fratelli del Terz’Ordine Regolare; - Unione Conferenze dei Ministri provinciali;
    - Movimento Francescano (MO.FRA.);
    - Movimento religiose Francescane (MO.RE.FRA.).
Infine, il carisma francescano, proprio per la sua innata apertura agli altri, ha facilmente intrapreso la via del dialogo e della comunione con i recenti Movimenti ecclesiali, come ad esempio con i Focolarini, la Comunità di S. Egidio a Roma, gruppi carismatici...

4. Spirito di Assisi.

La "memoria" della grande Famiglia francescana che ho tracciato è un richiamo a porre questo enorme potenziale, grazie al carisma di Francesco e Chiara, a servizio dello "spirito di Assisi".

Gli avvenimenti dell’ottobre 1986 e del gennaio 1993 sono ormai diventati memorabili. Non per il fascino magico di un luogo, ma per la sfida che vi è affrontata: «la sfida della pace». Per il centro di riferimento, Francesco e Chiara nei quali riconosciamo una forma esemplare di conversione alla sequela di Cristo.

Si viene ad Assisi, allora, per "toccare" un’esperienza, quella di San Francesco che ha incarnato un ideale attraente per noi; un ideale fatto di umiltà, di semplicità, di senso profondo di Dio e di traduzione concreta del Vangelo per l’uomo e per le culture di oggi.

Si tratta di un comportamento da vivere e tradurre in gesti secondo l’esemplarità di Francesco e Chiara. Uno stimolo per tutti. Soprattutto per quelli che sono stati generati dallo "spirito di Assisi", come hanno messo in evidenza i Ministri generali con i loro interrogativi, dopo l’avvenimento del 1986. «Nella nostra qualità di figlie e figlie di Francesco, [l’incontro di Assisi] ci riempie di gioia, ma ci pone anche di fronte a interrogativi ben precisi, che richiedono da noi risposte concrete. Perché proprio a Francesco si è rivolta l’attenzione del Papa? Perché ancora oggi egli è un termine di riferimento che può essere proposto a uomini di tutte le fedi? E, soprattutto, come possiamo, noi, figli e figlie di Francesco, essere ancora, dovunque viviamo, autentici testimoni di pace? Che cosa portiamo noi al mondo di oggi del suo messaggio di pace?».

Per rispondere a tali interrogativi la Famiglia francescana ha cercato e cerca di capire ed incarnare lo "spirito di Assisi", in ogni angolo della terra, a vari livelli o secondo varie modalità:

    - Lettera dei Ministri generali della Famiglia francescana, "Nello spirito di Assisi" (25 dicembre 1986);
    - L’Incontro ecumenico europeo per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato (Assisi, 6-12 agosto 1988), promosso dalla Commissione interfrancescana GPS, con 600 partecipanti delle varie confessioni cristiane , di cui il 30% francescani e francescane.
    - Le tre Lettere della Conferenza della Famiglia francescana in preparazione del Giubileo (1° gennaio 1997, 1998, 1999);
    - Le varie iniziative delle Commissioni Interfrancescane per la Giustizia, la pace e la salvaguardia del creato o del Movimento francescano, soprattutto durante il mese di ottobre per "ricordare" e per trasformare il ricordo in "profezia";
    - L’impegno comune dei Francescani negli Organismi Internazionali (cfr. Franciscan international presso l’ONU, a New York e a Ginevra).
    - La presenza nei Paesi dell’ex Unione Sovietica secondo la "logica di Assisi", fatta di incontro e di dialogo, che risale direttamente a san Francesco, e che ha portato i francescani e le francescane ad essere presenti praticamente in tutti i Paesi del mondo come operatori di dialogo e di pace.
    - I vari organismi sorte nelle Famiglie francescane per promuovere il dialogo; ad esempio, nel nostro Ordine è stato creato un nuovo Ufficio presso la Curia, chiamato "Servizio per il Dialogo", con tre settori: dialogo ecumenico, dialogo con la cultura e dialogo interreligoso. Tali "strutture" sono sorte per aiutare i francescani e le francescane a stabilire un contatto positivo e fraterno con tutti, senza preclusioni di carattere religioso e/o culturale per poter annunciare il Vangelo nel rispetto dei valori delle diverse culture, memori della testimonianza di Francesco il quale fu ed è un uomo di dialogo nel senso più vero della parola.

5. Conclusione

"Tornare ad Assisi", vuol dire diventare consapevoli delle nostre radici: «Tocca a voi francescani, dunque, in primo luogo e in quanto tali, dare una risposta all’uomo di oggi, educandolo ad una corretta visione e ad un degno uso delle cose, collaborando alla formazione della sua coscienza secondo una disposizione interiore luminosa ed equilibrata. La vostra presenza incisiva in tal senso, può significare molto per la pace e il progresso dell’umanità e il ricupero degli autentici valori cristiani. Come figli del santo della povertà evangelica, dell’uomo della pace, dell’amico della natura, siete i migliori interpreti del messaggio lanciato da Francesco agli uomini del suo secolo, messaggio sempre attuale per la sua forza di rinnovamento delle coscienze e della società» (Giovanni Paolo II ai Francescani, 1989).


Si possono leggere anche:
"EPERIENZE E TESTIMONIANZE FRANCESCANE"
Assisi 26.10.2000 (in rtf)




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